Ma la CHETOSI, fa DIMAGRIRE ?
La risposta è NO.
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Molto spesso le persone che intraprendono un percorso di dieta chetogenica a fini dimagranti, vanno un po' nel panico quando vedono la loro chetonuria negativa, (sotto il valore di riferimento riportato sulle confezioni delle strisce reattive) a causa del cattivo bombardamento di notizie al quale sono sottoposte leggendo nei gruppi internet poco accorti a correggere le imprecisioni, e che portano a ritenere che sia lo stato di chetosi a far dimagrire.
Nulla di più sbagliato!
In uno stato di chetosi è possibile dimagrire, come è possibile mantenere la propria percentuale di massa grassa inalterata, come anche è possibile ingrassare.
Il dimagrimento è esclusivamente collegato all'utilizzo a fini energetici delle nostre riserve di trigliceridi depositati negli adipociti, perchè dimagrire significa esclusivamente diventare più magri. Quando consumiamo le nostre riserve di glicogeno, non siamo dimagriti. Quando consumiamo la massa magra per avviare la gluconeogenesi, non siamo dimagriti. Quando riduciamo l'acqua corporea, non siamo dimagriti.
Bisogna anche tenere presente cosa misurano le strisce reattive per la chetonuria, e cosa significa esattamente "essere in chetosi"
ESSERE IN CHETOSI significa avere un valore di BHB nel sangue (CHETONEMIA) che sia superiore a 0,5 mmol/l, quindi fino a 0,5mmol/l NON siamo in chetosi, da 0,6mmol/l in su, invece, SIAMO in chetosi.
La chetonuria è il valore dei corpi chetonici che noi espelliamo dal nostro organismo, sostanzialmente per due motivi:, il primo è perchè non si accumulino , con il potenziale rischio di innalzare la chetonemia a valori di CHETOACIDOSI, il secondo perchè , in una chetogenesi alimentare, sono la parte che il nostro organismo NON utilizza a fini energetici.
Un banale esempio può essere questo: mangiamo una quantità di grassi tale che il nostro organismo ne ricava i corpi chetonici che gli servono a fini energetici(valore ematico della chetonemia 1,0mmol/l quindi in chetosi), ma non tale da generare un eccesso di corpi chetonici da eliminare attraverso il ciclo dell'urea (strisce bianche che non si sono colorate per assenza di chetoni scartati). Chi si affida solo alla chetonuria, potrebbe essere tratto in nganno e demoralizzarsi davanti ad una striscia non colorata, ma è sbagliato. Oltre alla no espulsione di chetoni eccedenti il fabbisogno, spesso e volentieri le strisce vengono conservate male, causando il deterioramento dei reagenti, altro motivo per il quale possono non colorarsi.
Morale? Seguite la vostra dieta, se correttamente calibrata, non avete bisogno di colorare una striscia della chetonuria per sapere se siete in chetosi o meno. Già sentendo meno lo stimolo dell'appetito saprete di essere in chetosi (è noto l'effetto anoressizzante delle diete chetogeniche). Ci sono i casi che all'inizio le strisce hanno un bel colore scuro, poi via via col tempo diventano più chiare, fino a segnare "l'uscita" dallo stato di chetosi; però la dieta è sempre la stessa, come è possibile? Anche qui la risposta è semplice, il nostro organismo, che ricerca sempre la massima efficienza (massimo della resa col minimo della spesa) , smette di "produrre" chetoni in eccesso , e "produce" solo quelli di cui ha bisogno.